Ero in autobus quando mi ha raggiunta la telefonata di Ruggero, il mio capo 'La zia di Laura s'è aggravata, il pace maker ha funzionato un'ora, poi basta'.
Spesso al mattino Laura e io facciamo colazione insieme, spesso Ruggero si aggrega a noi.
Lavoriamo insieme da così tanti anni che non è retorica dire che ci sentiamo parte di una famiglia.
Stamattina Laura m'ha detto che non si sentiva tranquilla. Come ogni mattina, era passata da sua zia, 96 anni e vive da sola, e l'aveva trovata ancora a letto in stato confusionale.
Ruggero le aveva consigliato di tornare a casa per sincerarsi del suo stato di salute; infatti, poco dopo era stata ricoverata in Unità Coronarica Intensiva, per l'applicazione del pace maker.
E pochi istanti fa la nuova telefonata di Ru 'La zia di Laura è morta'.
'Qui il cerchio si stringe' gli ho detto.
Mi ha risposto con un affettuosissimo 'Vaffffff', ci vediamo domani'.
Mi sento veramente accerchiata.
